Marvel’s Runaways

Sei adolescenti di Los Angeles, amici di infanzia legati dal rapporto di amicizia dei propri genitori, hanno preso strade diverse dopo aver perso un’amica in comune. Quando ricominciano a frequentarsi dopo molto tempo, una notte i sei ragazzi, dotati di poteri speciali ereditati dai rispettivi genitori, scoprono che i loro genitori nascono un terribile segreto che cambierà tutto nella loro vita.

Trama interessante di base, ma sicuramente sceneggiato in modo molto banale. La storia tende ad essere molto ripetitiva episodio dopo episodio, ed anche se qualche colpo di scena c’è, non è sufficiente a rendere il tutto sufficientemente interessante.

Un vero peccato per la Marvel, che sforna un prodotto di basso livello. Mi sarei aspettato qualcosa di più, cosa che sicuramente avrebbero potuto tirar fuori da questa storia. Ma nulla, la serie non merita.

Scappo a casa

Michele è un meccanico calvo e squattrinato, che si finge ricco sui social. Lo fa grazie ad un parrucchino e a delle auto di lusso prese in prestito dai sui clienti, a loro insaputa. È un egoista favorevole alla disuguaglianza ingiustificata, sopratutto nei confronti di neri e clandestini. Purtroppo un viaggio di lavoro a Budapest finisce male e, spogliato di ogni suo bene viene scambiato lui stesso per un clandestino. Comincia così la sua epopea tra centri di accoglienza e di respingimento, nel tentativo di ritornare a casa.

Ancora una volta hanno puntato sui luoghi comuni, con una sceneggiatura eccessivamente forzata nel tentativo di lanciare un messaggio e allo stesso tempo di essere comica. Purtroppo non funziona e non basta tutto il lavoro di regia, recitazione, fotografia, scenografia a rendere le cose migliori.

Questo film è terribile, noioso e per niente divertente. Evitatelo che è meglio!

Snowpiercer (2° stagione)

La lotta di potere tra Wilford e Layton continua, tra sotterfugi e atti di forza sulle ruote di due treni legati tra loro. Intanto Melanie scesa dal treno lotta per la sua sopravvivenza e per quella del mondo intero.

Una sceneggiatura che segue in modo eccellente la prima stagione e, conduce la storia verso nuovi fatti sempre più intrecciati e coinvolgenti. Dirigere una serie completamente interpretata a bordo di un treno non è cosa semplice, ma l’intero cast artistico e tecnico ha fatto un grandissimo lavoro con questa seconda stagione.

Assolutamente da vedere e, vi assicuro che poi non farete altro che sperare nell’arrivo imminente di una nuova stagione!

Next

Una software house crea una intelligenza artificiale eccezionalmente avanzata, a tal punto che questa comincia ad auto programmarsi fino a diventare un pericolo per il mondo intero. Coloro che si troveranno coinvolti in questa storia, dovranno riuscire a fermarla ad ogni costo.

Storia che non ha nulla di nuovo. La sceneggiatura sembra essere una sintesi di Terminator. Si potrebbe quasi dire che è l’inizio, come è nata Skynet. Diretto senza il minimo di spunto interessante o avvincente, con interpretazioni nel più classico degli stereotipi del genere.

Una serie che se di base poteva avere infiniti sbocchi, con idee straordinarie, è finita per essere una tra le tante. Una tra quelle viste e riviste che alla fine non ti lasciano nulla.

Un vero peccato.

Estraneo a bordo

Dopo che la partenza della missione biennale per la colonizzazione di Marte è partita in modo ottimale, qualcosa di non calcolato arriva a sconvolgere tutto. Un uomo svenuto e rimasto bloccato all’interno dell’astronave e nello spazio con loro. Chi sarà e come ci sarà finito li dentro?

Una sceneggiatura perfetta, di quelle che nonostante un po’ ti aspetti cosa possa succedere, sei sempre li a sperare che possa andare diversamente. Di quelle che non sai se aspettarti se le cose andranno diversamente. Una regia perfetta, a tratti mi ha dato la sensazione di trovarmi in Odissea nello spazio (solo a tratti, eh!), per quell’ansia che il regista è riuscito a ricreare in una spazio così ridotto, con soli 4 attori e con pochi fattori da sfruttare.

Gli attori hanno saputo fare la loro parte, dando la giusta enfasi alla storia.

Un film di quelli che sanno come metterti ansia ma che, alla fine non ti lasciano con l’amaro in bocca.