Scappo a casa

Michele è un meccanico calvo e squattrinato, che si finge ricco sui social. Lo fa grazie ad un parrucchino e a delle auto di lusso prese in prestito dai sui clienti, a loro insaputa. È un egoista favorevole alla disuguaglianza ingiustificata, sopratutto nei confronti di neri e clandestini. Purtroppo un viaggio di lavoro a Budapest finisce male e, spogliato di ogni suo bene viene scambiato lui stesso per un clandestino. Comincia così la sua epopea tra centri di accoglienza e di respingimento, nel tentativo di ritornare a casa.

Ancora una volta hanno puntato sui luoghi comuni, con una sceneggiatura eccessivamente forzata nel tentativo di lanciare un messaggio e allo stesso tempo di essere comica. Purtroppo non funziona e non basta tutto il lavoro di regia, recitazione, fotografia, scenografia a rendere le cose migliori.

Questo film è terribile, noioso e per niente divertente. Evitatelo che è meglio!

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