La regola dell’equilibrio

La regola dell'equilibrio (2014)L’OPINIONE Di libri scritti male, ce ne saranno a migliaia, ma uno spera sempre di non trovarlo mai. Ecco che io mi sono imbattuto in uno di questi.

La regola dell’equilibrio ha anche una storia di base interessante, sopratutto se si è appassionati di giuridica, ma è tutto il resto che manca.

La storia è sbrigata talmente velocemente, che per poterne fare un libro intero, Carofiglio ha dovuto girarci talmente attorno, da farlo diventare a momenti snervante. Il personaggio si fa talmente tante poppe mentali, da far pensare al lettore (almeno a me è accaduto così) “Ma a me che mi frega?”.

Talmente tanti passaggi inutili, che se fossero stati eliminati, il libro sarebbe durato la metà.

E poi il finale? Ne vogliamo parlare? Beh, non sono abituato a fare spoiler sul mio blog, ma questa proprio devo dirvela. Beh, un finale non esiste. Quando pensi che finalmente stia per accadere qualcosa di veramente interessante, ecco che la storia finisce.

Insomma, in poche parole, se trovate questo libro sugli scaffali, evitatelo!

Voto 1/5

DESCRIZIONE È una primavera strana, indecisa, come l’umore di Guido Guerrieri. Messo all’angolo da una vicenda personale che lo spinge a riflettere sulla propria esistenza, Guido pare chiudersi in sé stesso. Come interlocutore preferito ha il sacco da boxe che pende dal soffitto del suo soggiorno. A smuovere la situazione arriva un cliente fuori del comune: un giudice nel pieno di una folgorante carriera, suo ex compagno di università, sempre primo negli studi e nei concorsi. Si rivolge a lui perché lo difenda dall’accusa di corruzione, la peggiore che possa ricadere su un magistrato. Quasi suo malgrado, Guerrieri si lascia coinvolgere dal caso e a poco a poco perde lucidità, lacerato dalla tensione fra regole formali e coscienza individuale. In un susseguirsi di accadimenti drammatici e squarci comici, ad aiutarlo saranno l’amico poliziotto, Carmelo Tancredi, e un investigatore privato, un personaggio difficile da decifrare: se non altro perché è donna, è bella, è ambigua, e gira con una mazza da baseball. *** «Quando chiudemmo il verbale e l’udienza, lo spiacevole sentore della parola calunnia aleggiava sul procedimento. Tutti sapevamo che in qualche modo sarebbe rimasto lí, e tutti sapevamo che la procura avrebbe dovuto trovare qualcosa di molto solido, se non voleva che quel fascicolo finisse nella discarica delle archiviazioni o dei proscioglimenti».

NAZIONE Italia | ANNO 2014 | GENERE Romanzo, Giallo Giudiziario | AUTORE Giaccio Carofiglio

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