Race – Il colore della vittoria

Race - Il colore della vittoria (2016)L’OPINIONE Oggi gli Stati Uniti d’America hanno un Presidente di colore, ma negli anni ’30 per i neri non era così semplice la vita. Le leggi razziali negli USA, il nazismo in Germania, non hanno fatto avere una vita facile a Jesse Owens, campione olimpico di colore, americano.

Un film, questo, raccontato con molta cura dei dettagli, lungo, ma per niente noioso. Raccontato con quell’attenzione che una storia del genere richiede, mostrando l’orrore di una nazione guidata da un governo malato come quello nazista. Ma racconta anche di un paese come gli Stati Uniti pronto a chiudere gli occhi pur di partecipare ad una olimpiade e farsi valere.

Insomma, la questione che viene messa in gioco non è di quelle semplici, ed è difficile restare imparziale di fronte a fatti del genere, come è di difficile non restarne nauseati.

Questo è un film che fa riflettere, anche se non mostra lo strazio che poi un popolo come quello ebreo ha dovuto affrontare. Un film che consiglio vivamente di vedere.

Voto 4/5 Visto al Cinema

TRAMA A 35 anni dalla sua morte, Race – il colore della vittoria racconta la storia di Jesse Owens, l’atleta vincitore di quattro medaglie d’oro alle Olimpiadi di Berlino del 1936 attraverso la voce di sua figlia Marlene, promettendo di smentire alcune falsità sulla vita del campione come, ad esempio, di quando il Führer non volle stringergli la mano. Ambientato tra Berlino e Montreal, Race rivela al mondo la versione del suo protagonista, non ascoltato in vita, su come a evitarlo non fu il cancelliere tedesco quanto l’allora presidente americano Franklin Delano Roosevelt, che non lo ricevette mai alla Casa Bianca, timoroso della reazione che avrebbero avuto gli Stati del Sud in piena campagna elettorale. Nato e cresciuto nell’America della grande depressione, permeata dal razzismo e dall’immobilismo sociale, Owens divenne leggenda nel 1936, quando, nello stadio Olimpico di Berlino vinse i 100 metri, il 3 agosto, il salto in lungo, il giorno dopo, ancora il 5 i 200 metri e, il 9 agosto, la staffetta 4×100. Quattro medaglie d’oro che azzerarono la fama del beniamino di Adolf Hitler, l’atleta tedesco Luz Long, e che sconvolsero l’opinione pubblica, annebbiata dal mito della supremazia della razza ariana.

NAZIONE Stati Uniti | ANNO 2016 | GENERE Biografico, Drammatico | REGIA Stephen Hopkins

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2 pensieri su “Race – Il colore della vittoria

  1. sherazade ha detto:

    Vorrei ricordare che soltanto dopo il 1955 i neri nella America pluralista e inclusiva detto naturalmente ironicamente Rosa Parks innesco la rivolta per non avere accettato di sedersi in un autobus nei posti posteriori riservati alla popolazione nera….
    Questa la dice lunga sulla nazionalità indiscutibilmente supportata dei neri americani quando si trattava di vincere medaglie!
    Bellissimo film da non perdere bravo ad averlo recensito.
    SherabuonWE

    Mi piace

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