La caduta – Gli ultimi giorni di Hitler

La caduta - Gli ultimi giorni di HitlerL’OPINIONE Quando si pensa alla seconda guerra mondiale, non si può fare altro che pensare a tutto ciò che di terribile è successo. A tutti gli esseri umani che sono morti, soldati e semplici civili. Ma più di tutto non si può fare altro che pensare alla pazzia più grande, quella che è stata di Adolf Hitler, un uomo solo che ha messo sotto i piedi l’Europa intera, e che ha realizzato quelli che sono tra i più grandi abomini verso l’umanità, con i compi di concetramento.

Ma cosa succedeva presso le sue sedi? Cosa pensavano quelli che gli erano accanto? C’era chi si rendeva conto della sua pazzia? Poco tempo fa, con il film Operazione Valchiria, ho potuto vedere che c’è chi ha tentato la ribellione, senza successo, ma con questo film, ho visto che c’è chi ha pianto per lui fino all’ultimo minuto.

Una pazzia unica, quella di credere in un uomo che non era altro che un malato, un essere senza scrupoli. Uomini e donne che hanno creduto in lui, che hanno pianto per lui e che sono morti per lui.

Con questo film, che è la confessione di una donna che gli è stato accanto fino agli ultimi momenti, e che solo dopo aver scoperto cosa aveva fatto in realtà, si è pentita con tutta se stessa di aver creduto in quel pazzo.

Ma parliamo del film. La sceneggiatura l’ho trovata un po’ ripetitiva. È vero che raccontare ciò che è accaduto all’interno di un bunker o poco fuori da esso non è cosa facile, ma l’ho trovato comunque molto lento. Le interpretazioni, poi, non mi sono sembrate eccezionali. Sopratutto l’interpretazione di Hitler, non mi è parsa all’altezza. Sarà che io ho un’immagine del personaggio che va dall’uomo che sa essere tanto seducente quanto pauroso, ma a me non ha dato per niente quella sensazione.

Insomma, storicamente parlando, è stato molto interessante, ma tecnicamente, non l’ho trovato ben fatto.

Voto 3/5 Visto in Home Video

TRAMA Traudl Junge, l’ultima stenografa per Adolf Hitler, racconta gli ultimi giorni del dittatore nazista passati nel suo Bunker a Berlino alla fine della seconda guerra mondiale.

NAZIONE Australia, Germania, Italia | ANNO 2004 | GENERE Drammatico, Guerra | REGIA Oliver Hirschbiegel

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8 pensieri su “La caduta – Gli ultimi giorni di Hitler

  1. lapinsu ha detto:

    A me questo film è piaciuto molto, invece, e anche le interpretazioni soprattutto quella di Bruno Ganz che dà forma a un Hitler inedito, folle eppure anche umano, andando oltre lo stereotipo con cui siamo abituati a raffigurarlo.

    Il film fu molto criticato quando uscì proprio perchè aveva dato un volto umano alla figura del Fuhrer, ma qui non si fa revisionismo di bassa lega, si cerca di raccontare (pur con qualche limite, su questo siamo sulla stessa linea) qualcosa che tutti sappiamo senza però conoscerla veramente fino in fondo.
    Non mi ha stupito vedere che le sue assistenti piangevano per lui, che i suoi collaboratori siano morti per lui. E’ una cosa logica, se ci pensi bene: per arrivare dove è arrivato lui devi essere per forza di cosa una persona dotata di grande carisma e di grande fascino, e queste virtù si ribaltano non solo sulle folle che lo osannavano e lo seguivano nella sua follia, ma anche nei suoi più stretti collaboratori, in quelli che gli preparavano il pranzo o gli facevano la barba. Ciò non significa riscattare il personaggio storico perchè le nefandezze e gli abomini di cui si è macchiato resteranno sempre a imperitura memoria delle miserie umane, semplicemente inquadrarlo meglio, a 360°.
    Può non far piacere, ma è storia anche quella.

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    • sabato83 ha detto:

      Assolutamente. Per essere arrivato fino a quel punto, per forza bisognava avere un carisma enorme, come dici tu…ed è proprio questo che fa paura. Quanto può essere malleabile la mente umana per non riuscire a vedere quello che si ha davanti agli occhi?
      Questa è storia, ma sembra che da essa non riusciamo ad imparare…

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      • lapinsu ha detto:

        Ma sai una cosa? è vero anche che noi parliamo col “senno di poi”. Voglio dire: cosa sapevano EFFETTIVAMENTE i tedeschi di cosa faceva Hitler? Lui seppe far leva sulla rabbia scatenata per l’ingiustizia del Trattato di Versailles e sulla recessione che colpi la Germania, ma non penso che raccolse consensi sventolando i progetti di Auswitz e Dachau.

        Stalin fu, per certi aspetti, un dittatore molto più sanguinario di lui, eppure tante sue malefatte sono ancora celate perchè, a differenza di Hitler, lui la guerra la vinse…

        Come dice sempre il famoso detto: la storia la scrive sempre chi vince la guerra.

        Ciò non significa riabilitare Hitler, sia chiaro.

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        • sabato83 ha detto:

          Sono perfettamente d’accordo con te. Ci sono state, e ci sono ancora oggi tante schifezze che vengono tenute nascoste o di cui si preferisce non parlare.
          Però vicino ad Hitler c’erano anche tanti tedeschi che sapevano cos’è che stava combinando. E con quale animo lo facevano. I soldati nei campi di concentramento come facevano a fare tutto quello che facevano? Solo perché era un ordine di Hitler?

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