Guida Galattica Per Autostoppisti

Guida galattica per autostoppisti

Guida Galattica Per AutostoppistiL’OPINIONE Il libro non ho avuto modo di leggerlo, e da quanto ho letto in giro a trasposizione del film non è stata male, anche se ha deturpato la storia originale per adattarlo ad una pellicola. E’ tutto molto divertente, molto esilarante. Personaggi bizzarri e molto caratterizzati dagli ottimi attori, mettono in scena una serie di situazioni che lasciano tra il perplesso ed il divertito. Molto belle anche le ambientazioni, che creano una sorta di Star Wars in versione comica. Molto curate le animazioni della guida, che ovviamente la fa da padrona in tutto il film. In fondo tutto è incentrato attorno a lei, e gli autori sono riusciti a tenerla al centro dell’attenzione, pur non lasciando niente al caso per il resto della storia. Un film molto divertente e molto particolare, che sicuramente consiglio a tutti.

TRAMA Arthur Dent si oppone come può alla demolizione della sua casa, causa futuro passaggio di strada statale, non sapendo che di lì a dodici minuti sarà l’intero pianeta Terra ad essere spazzato via dagli extraterrestri per far posto ad un’autostrada intergalattica. A salvarlo ci pensa il suo amico Ford, che Arthur credeva sì strano, ma non tanto quanto è in realtà. Ford è infatti un alieno (di un piccolo pianeta vicino a Betlegeuse) di professione autostoppista, che gira l’universo per scrivere contributi al libro più venduto del creato: la Guida Galattica per Autostoppisti. I due iniziano una serie di disavventure con i loro indispensabili e inseparabili asciugamano.

NAZIONE Stati Uniti, Gran Bretagna | GENERE Sci-Fi | ANNO 2005 | REGIA Garth Jennings

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2 pensieri su “Guida galattica per autostoppisti

  1. Grizzly ha detto:

    Il libro (il primo di una pentalogia, anzi, come la definisce l’autore e i fan, di una “trilogia in cinque atti”) contiene un po’ tutto quello che è lo spirito dello humour britannico di classe. Il testo merita un approfondimento superiore, e posso dire che questa versione cinematografica, nel taglia e cuci dovuto dai tempi tecnici, ha comunque reso quell’atmosfera allegra che pervade tutto il romanzo, in cui Doug Adams ci prende per mano e ci accompagna in un percorso disseminato di ostacoli assurdi, presentandoceli come se fossero la pura normalità di tutti i giorni, facendo dei paragoni totalmente fuori luogo (come gli operai che vogliono demolire la casa di Arthur Dent, associati ai Vogon che invece vogliono spazzare via l’intero pianeta).

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