La Bugiarda

La bugiarda

La Bugiarda

Trama divertente, ma tirata troppo per le lunghe. Una storia di base molto semplice, ma con dialoghi troppo lunghi, tanto da dare la sensazione che siano così solo per allungare la storia. L’interpretazione degli attori è stata molto buona, anche se ho la sensazione che siano un po’ troppo impostati…non molto sciolti. Ma comunque molto bravi. Una buona regia della brava Clara Santacroce, che per la prima volta vedo. Ho soltanto da dire che le pause sono state un po’ troppo lunghe, tanto da far finire lo spettacolo quasi alle 22, dalle 19 che doveva iniziare.

DESCRIZIONE Nota al grande pubblico come uno dei testi più brillanti di Fabbri per il suo carattere da pochade, con un intrigo che viene avvolto e svolto secondo i più riusciti meccanismi teatrali del repertorio di Feydeau, La bugiarda è Isabella, una giovane, bella e sfrontata che, con l’appoggio della madre Elvira, non certo esemplare nelle sue manovre di copertura, si destreggia tra il marito, Albino, un uomo semplice e ingenuo e l’amante, Adriano, appartenente alla chiusa cerchia dell’aristocrazia vaticana: mentendo ad entrambi ed uscendone sempre vittoriosa. Quando infatti i due scopriranno le sue bugie e tenteranno di resistere insieme alle sue seduzioni, Isabella fingerà il suicidio, la più suprema di tutte le menzogna, per farli capitolare e tenerli stretti, per sempre, a sé. La bugiarda, che appare un disinvolto divertissemant, nasconde in realtà qualcosa di più profondo, che l’accomuna a Il seduttore, di cui, anche se viene considerata una variante al femminile, ma moralmente ‘degradata’, ripropone il tema della ‘bugia’ e conferma la riflessione di Fabbri sulla ricerca della verità che approda, anche in questo caso, all’unica conclusione possibile: la verità ‘è’, solo nel momento in cui appare; da cui ne consegue in modo tragico, per gli esiti di qualsiasi ricerca, che è in sé ‘contraddizione’, perché tiene insieme realtà e apparenza. Spesso Fabbri ha dato forma a questa convinzione mettendo in scena i meccanismi stessi del teatro e dei suoi protagonisti. Se la verità è ciò che appare nessuno incarna questo dramma meglio di quanto possa fare il corpo dell’attore: colui che ‘è’ nell’istante in cui si mostra sulla scena. Tuttavia, non meno che in altri più famosi testi fabbriani, dove il gioco del ‘teatro nel teatro’ è esplicito, anche la Bugiarda, grande attrice che recita la sua commedia d’amore, propone il tema dell’inesauribile ricerca, che fa del teatro un sublime strumento d’indagine e della bugia-finzione che vi si pronuncia, una suprema verità: se e quando detta, con e per amore.

AUTORE Diego Fabbri | REGIA Clara Santacroce | SCENE, COSTUMI Arte Tempra | ALLESTIMENTO, LUCI Franco Sorrentino | ATTORI Chiara Bellacosa, Lello Conte, Giuseppe Cardamone, Brunella Piucci, Francesco Greco, Ciro Crescenzo, Marianna Ambroselli

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